Fotografia macro: 7 ottimi consigli che devi rispettare

La fotografia macro è un genere fotografico che richiede molta pazienza, preparazione e passione. È chiaro che si può andare a caccia di soggetti anche nel proprio giardino o nel parchetto vicino casa, ma se si vogliono realizzare scatti da stampare e mettere in bella mostra, ti suggeriamo qualche consiglio e vedrai che, in poco tempo, farai delle ottime foto.

FOTOGRAFIA MACRO: 7 CONSIGLI PER DELLE BELLISSIME FOTO

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1) ATTREZZATURA FOTOGRAFICA:

  • Obiettivo, lenti close-up, tubi di prolunga, obiettivo inverso: purtroppo per questo genere fotografico è necessario avere una lente mirata per ottenere i risultati migliori; ne esistono tante, di differenti lunghezze focali. Perché? La risposta è molto semplice ma non scontata. Per alcuni soggetti, soprattutto quelli statici, è sufficiente avere focali corte, per altri invece le focali lunghe che oltre a diminuire la profondità di campo, beneficiando di un morbido sfocato sullo sfondo, ti permettono di non avvicinarti troppo al soggetto, ad esempio un insetto, e farlo volare via. Esistono anche altri metodi più economi per cominciare ad avvicinarsi alla fotografia macro, come le lenti close-up che si montano direttamente sopra l’obiettivo, aumentando il fattore di ingrandimento; i tubi di prolunga, che allontanando l’obiettivo dal sensore, fanno in modo di ridurre la distanza di messa a a fuoco, permettendoti di avvicinarti di più al soggetto. Invertire l’obiettivo, attraverso un anello adattatore, è un’altra tecnica utilizzata per la fotografia macro, ma rischiosa per la parte posteriore dell’obiettivo che resta esposta a urti e polvere.
  • Treppiede: il treppiede è un attrezzo molto importante e se la vostra passione è la fotografia macro dovete ponderare l’acquisto di un buono stativo e testa. Più sono robusti e pesanti e meglio sarà per la vostra passione, (un po’ meno per la schiena) perché vi preserverà da quelle minime vibrazioni che a determinati ingrandimenti si notano come un punto nero su un foglio bianco. Anche la scelta della testa è molto importante: per la fotografia macro dove sono necessari a volte spostamenti millimetrici è determinante lo spostamento che farete con le manopole, per questo consigliamo le teste a cremagliera che garantiscono spostamenti di precisione in tutti e tre gli assi.
  • Flash o lampada LED: possono tornarvi utili in determinate situazioni: per schiarire le ombre sul soggetto o per alleggerire i contrasti o per effetti particolari se siete in controluce.
  • Stivali: è sempre meglio averli a portata di mano, non si sa mai, potrebbe capitare di dover camminare in mezzo a sterpaglie alte e spinose, dove potrebbe esserci nascosto qualche serpentello o ragno che potrebbe attaccarvi oppure potreste ritrovarvi a dover oltrepassare un ruscello o ad immergervi in uno stagno per raggiungere il vostro soggetto.
  • Repellente: le zone paludose sono un bel nido per le zanzare e moscerini, per non parlare dei tafani che fanno anche male! Procurarsene uno ed averlo in tasca è una buona idea.
  • Forbici o tronchesi: vi torneranno utili quando meno ve lo aspetterete. Immaginate di aver trovato una bellissima farfalla e dopo esservi posizionati e sistemati con cura vi apprestate a mettere a fuoco: eccolo là. Quel rametto secco e fastidioso che spunta dietro la farfalla a darvi fastidio. Ma voi, previdenti, prenderete le forbici o meglio tronchesi e taglierete quel rametto secco. Mi raccomando non disboscate foreste o piante vive e protette 🙂
  • Plamp: in molti non sapranno di cosa sto parlando, ma vi assicuro che questo è un accessorio che nello zaino del fotografo che fa fotografia macro non deve mancare. Si tratta di un tubo rigido, regolabile in tutte le direzioni, con due pinze all’estremità utili a sorreggere da una parte il posatoio con il vostro soggetto, dall’altra di attaccarlo al cavalletto permettendovi di spostarvi in tutta libertà alla ricerca di uno sfondo piacevole. (vedi foto sotto)

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2) TROVATE LA LOCATION E STUDIATELA:

  • Location: il posto cambia in base alle vostre esigenze fotografiche e cosa andate “cacciando”; la fotografia macro non si limita solo a fiori e insetti, ma può essere applicata a tutto ciò che può essere e fa parte della natura. Quindi quando vi capiterà di fare un’uscita e non trovare il vostro soggetto, non disperatevi e cercate nuove idee creative.
  • Sopralluogo: anche questa è una fase da non sottovalutare se non volete rischiare di andare a “vuoto” nella vostra uscita fotografica; recatevi sul posto il giorno prima, magari nel pomeriggio, così da studiare i movimenti e che tipo di soggetti possono esserci, libellule, specie di farfalle, damigelle, fiori, e via dicendo.
  • Studiatela a fondo: quando sarete li, il giorno prima, ricordatevi anche di controllare se ci sono le crisalidi di farfalla o bruchi, ragnatele con trame interessanti, Insomma tutto ciò che sapete che non si sposterà da li e che il giorno dopo potrete ritrovare per fotografarli. Vi suggerisco di fare attenzione alle pupe (di ogni specie) perché riuscire ad immortalare la nascita è sempre una bella emozione, quindi memorizzate bene il punto dove le avete trovate e tornateci spesso per seguire tutta l’evoluzione fino alla nascita. Se sarete attenti e fortunati magari riuscirete a fotografare tutta la sequenza.

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3) USCITE LA MATTINA PRESTO:

  • Prima dicevo di quanto la fotografia macro sia un genere che richiede pazienza, preparazione e passione; ebbene, per riuscire a fotografare gli insetti, le farfalle o le libellule dovrete prepararvi a fare levatacce mattutine. Molti di questi insetti, infatti, sono a sangue freddo e per questo motivo hanno bisogno della luce del sole per cominciare a scaldare i muscoli, ve ne accorgerete quando li vedrete cominciare a far vibrare le loro ali o zampe. Il momento migliore, quindi, per fotografarli è poco prima dell’alba e finchè la luce del sole non arriva a scaldarli e farli volare via. A volte è possibile anche fotografarli in altre ore della giornata (dipende anche dal tipo di insetto e dalla sua attività energica) ma la luce del sole, che nelle ore centrali è più dura e diretta, creerà comunque dei contrasti molto forti che dovrete bilanciare con un flash, una torcia a LED o un pannello diffusore.
  • In primavera è meglio: è il momento migliore per scovare le nuove nasciture; l’inverno ormai passato, lasciando spazio al sole e al calore, questo fa si che si risvegli anche la natura circostante insieme agli insetti. L’inverno infatti non è adatto a chi predilige fotografare soggetti a sangue freddo.

 

4) MESSA A FUOCO:

  • Mettere a fuoco: particolare attenzione dovete dedicarla alla messa a fuoco, fondamentale per la fotografia macro. Il dettaglio deve essere minuto e tagliente e per far questo nel miglior modo possibile, vi consigliamo di utilizzare la MAF manuale e con il live-view; quasi tutte le reflex moderne offrono la possibilità di utilizzare il live-view durante la ripresa; bene, sfruttatela per essere il più precisi possibili. Come? Forse non sapete che in modalità live-view potete utilizzare lo zoom digitale tramite il tastino sulla pulsantiera con il simbolo della lente di ingrandimento. Potrete così ingrandire il soggetto a tal punto, da garantirvi una messa a fuoco precisissima.
  • Soggetto tutto a fuoco: nella fotografia macro, come dicevamo, è importante curare il dettaglio del soggetto. Fotografando a piccole distanze e con profondità di campo molte ridotte, riuscire a mantenere tutto il soggetto a fuoco non è cosa semplice, specie se il soggetto non è piccolo. Per prima cosa dovrete posizionarvi alla stessa altezza del soggetto e paralleli ad esso; utilizzate diaframmi non inferiori a f/8 (a meno che non ricercate cose particolari) e sarete certi di avere il vostro soggetto tutto a fuoco e nitido.

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5) PRIORITÀ DI DIAFRAMMI:

  • Utilizzate questa modalità di scatto per una buona riuscita della vostra fotografia macro; avrete così il totale controllo della profondità di campo e sarete voi a scegliere quella più adatta utilizzando la funzione di anteprima, che è presente in quasi tutti i modelli di reflex, controllando in tempo reale la scena e capire subito come agire sulla ghiera dei diaframmi. Potete anche pensare a delle composizioni particolari, dove a fuoco è solamente una piccola parte del soggetto così da enfatizzarla al massimo.

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6) COMPOSIZIONE:

  • Composizione: la composizione va regolata e gestita in base al soggetto, al suo posatoio e a ciò che lo circonda; evitate di posizionarlo al centro o di fare inquadrature troppo strette su di esso (a meno che non state cercando dei dettagli particolari), ma piuttosto cercate di dare movimento e di riempire il fotogramma in maniera da risultare ordinato e bilanciato. La regola dei terzi o la sezione aurea funzionano molto per la fotografia macro e catturano l’occhio di chi le osserva. Attenzione a non tagliare parti del soggetto e utilizzate anche il posatoio come elemento aggiuntivo o includete ciò che ritenete interessante, per far si che lo scatto funzioni. Non è facile trovare subito la composizione giusta, per questo fate più tentativi cambiando posizione e angolazione anche in base al soggetto e alla sua forma. Sfruttate anche le diagonali partendo da sinistra o destra per arrivare alla parte opposta diagonalmente.

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7) SFONDO:

  • Sfondo: mentre state componendo, fate attenzione anche a ciò che ci sarà dietro. Elementi di disturbo o uno sfondo troppo fastidioso potrebbero compromettere i risultati dei vostri scatti e vanificare, così, ogni sforzo fatto fin qui. Quindi cercate degli sfondi chiari, omogenei e colorati e guardatevi attorno perché potreste sfruttare la rugiada poggiata sulle foglie per creare degli effetti molto particolari per il vostro bokeh. Se il vostro soggetto si trova in posizioni scomode e complicate da gestire, utilizzare le forbici per tagliare il posatoio con il soggetto e poter così spostarvi per scegliere lo sfondo più adatto. Utilizzate un PLAMP esterno per sorreggere il posatoio e fotografare in tutta libertà. Dopo mi raccomando di riporre dove avevate trovato il soggetto in maniera da non recare troppo disturbo alla natura.

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L'autore

Marco Carotenuto

Mi chiamo Marco. Ho 36 anni. Fotografo prima, art director poi, fremo per il non convenzionale. Ideare, ricreare, scomporre e immaginare nuovi punti da cui sbirciare il mondo sono il sale della mia vita. Divertirsi, prima di stupire e rendere partecipi, coinvolgere chi ci sta di fronte sono i pilastri di questa professione, impregnata di magia. Il trucco? Farlo in modo serio, proprio come fanno i bambini a capo di un gioco. Apertura mentale e sguardo curioso mi hanno accompagnato, scandendo il mio approccio alla fotografia e alla pubblicità. Sono un fotografo professionista che ha studiato alla scuola romana di fotografia; la mia passione principale è la fotografia di paesaggio e la natura nel suo essere. Ho ricevuto due riconoscimenti da parte di Nikon, con la pubblicazione sul libro annuale. Sono stato invitato a partecipare a più mostre fotografiche, tra cui Molise cinema e MArteLive.