Fototecniche: come fotografare una eclissi solare

Dopo l’ultima eclissi parziale del 4 gennaio 2011, la prossima eclissi sarà totale. L’appuntamento da segnare sul calendario è previsto per il prossimo 20 marzo. E a noi, macchina in spalla, non resta che attendere prima di assistere a questa manifestazione straordinaria e suggestiva. Nel frattempo, in previsione dell’evento, abbiamo già pensato a tutto ed in questo articolo cercheremo di spiegarvi come fotografare una eclissi solare. E, come avremmo modo di vedere insieme, l’impresa non sarà affatto semplice.

Guida a come fotografare una eclissi solare: strumenti e tecniche 5 consigli

1) Reflex 

Di sicuro, le privilegiate saranno le reflex di piccolo formato, per questioni pratiche, ma è chiaro che chi non l’ha in dotazione può usare quella propria. Seconda “raccomandazione”: è preferibile l’utilizzo di macchine manuali o con possibilità d’impostazione manuale dell’esposizione, specie per portare in evidenza particolari diversi, quale la cromosfera o i grani di Baily, per i quali si rendono necessarie delle esposizioni personalizzate, a discapito del valore medio proposto dall’esposimetro.

2) Obiettivi

Largo campo a gran parte delle focali, la cui scelta deve avvenire sulla scorta del risultati che si vogliono ottenere in termini d’immagine. Proviamo a darvi delle idee, procedendo per gradi. Il primo step riguarda come fotografare una eclissi solare, portando all’attenzione del nostro obiettivo Sole, stelle e costellazioni nello scorcio di cielo oscurato. Bene, sfruttando il piccolo frangente di minuti che la totalità ci offre, potremmo focalizzarci sull’uso di un grandangolo o di un obiettivo normale, in quest’ultimo caso un 50mm sarà un’opzione più che sufficiente.

Come fotografare una eclissi solare, tecnica fotografica, grandangolo

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Come fotografare una eclissi solare, tecnica fotografica, 50mm

Quesito numero 2: come fotografare una eclissi solare, limitando il campo unicamente al Sole? In questo caso, vi tornerà utile un piccolo teleobiettivo, mentre la situazione si complica nel caso in cui il nostro occhio sarà inevitabilmente attratto dall’intenzione di catturare la corona esterna del Sole, allora si richiederà l’intervento di una focale considerevole, quale un teleobiettivo di almeno 300mm, fino a spingersi oltre, ad una focale ancora maggiore, qualora il vostro insaziabile sguardo ambirà a voler scorgere ed evidenziare i grani di Baily, la cromosfera o le eventuali protuberanze solari. Una focale compresa nel range dei 500-1000mm sarebbe il massimo, dal momento che con l’utilizzo di una focale inferiore il Sole risulterebbe troppo piccolo, mentre con una focale più spinta, il Sole potrebbe addirittura sgattaiolare dall’inquadratura.

Come fotografare una eclissi solare, tecnica fotografica, 20mm

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Come fotografare una eclissi solare, tecnica fotografica, grani di Baily

3) Filtri

Fondamentali, i filtri rappresentano una salvezza quanto una opportunità. E ora vi spiegheremo il perché. Senza dilungarci troppo, occorre puntualizzare che un’eclissi solare ha un ampio spettro di livelli di luminosità, che possono soprattutto tendere un tranello all’esposimetro della nostra reflex. In più, fotografare direttamente il Sole mette in pericolo noi stessi -o meglio i nostri occhi- ma anche la nostra macchina fotografica. È, quindi, una scelta obbligata procurarsi un buon filtro solare, da adattare alla vostra macchina fotografica. In questa maniera, il sensore del vostro apparecchio sarà messo in salvo da eventuali danni permanenti.

Come fotografare una eclissi solare, tecnica fotografica, Kendrick

Interessante, la sperimentazione di alcuni fotografi riguardo l’utilizzo di vari filtri a densità neutra, sovrapposti l’uno all’altro, meglio ancora l’uso di un filtro da saldatore ad opacità #14, da applicare di fronte all’obiettivo, sebbene la soluzione migliore risulti l’utilizzo di un filtro solare professionale, disponibile da diverse aziende, quali la Kendrick. Sarebbero da evitare i rullini fotografici, anche se non impressionanti ( “in nero”, vergini), in quanto lasciano passare troppi infrarossi. Resta fermo il fatto che l’uso di questi filtri molto potenti rende inattuabile la ripresa, nello stesso scatto, dell’eclissi e del paesaggio che ci circonda. Consigliamo, pertanto, di procedere a 2 distinti scatti: scattate una foto dell’eclissi, poi, senza spostare di una virgola la vostra macchina, scattatene un’altra al paesaggio senza filtri. Successivamente, con Photoshop o un altro software, potrete riunire i due scatti (qui troverai un tutorial per unire una doppia esposizione) per ottenere un’impressione quanto più fedele alla vostra reale esperienza. Nel caso in cui, invece, vi troviate di fronte ad una eclissi, visibile solo a qualche minuto di scarto dal tramonto, potreste provare ad immortalarla senza filtri, lasciandovi sullo sfondo l’orizzonte o qualsiasi altro soggetto desideriate.

4) Treppiede

Cercate di arrivare in anticipo, proprio come se foste al cinema e, in attesa di assistere allo spettacolo, fissate il vostro treppiede. Molto importante è che vi assicuriate che la testa del vostro treppiede permetta delle torsioni verticali in maniera molto fluida, molti modelli, infatti, non consentono di inclinare verticalmente la testa oltre un certo grado, una lacuna grave se si vuole fotografare un’eclissi di Sole che si trova in prossimità dello Zenit. Inoltre, è richiesta al treppiede una sufficiente stabilità per affrontare i lunghi tempi di posa necessari durante la totalità, e in previsione dell’utilizzo di eventuali obiettivi pesanti e lunghe focali. Ultimissimo consiglio, vi suggeriamo di utilizzare il bracketing, ovvero sfruttate tutte le esposizioni con vari scatti, ancor prima di scegliere l’effetto che preferite, il migliore.

Qui trovi una lista dei migliori cavalletti

5) Corretta esposizione

L’ultima domanda, prima di lasciarci, è: come fotografare una eclissi solare, individuando la corretta esposizione? Innanzitutto, regolate la macchina su “M”, così da poter gestire profondità di campo e tempi, in base alle vostre esigenze, per poi passare alla sensibilità ISO orientabile a partire dai 400 a scalare (in su) per evitare l’effetto mosso, causato dal vento o da agenti atmosferici durante le lunghe esposizioni. E buona eclissi!

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L'autore

Giulia De Minico