L’ esposizione: che cos’è e come si misura

Capire il concetto dell’esposizione in fotografia è molto importante, in quanto l’esposizione è quella formula che regola la quantità di luce (apertura diaframma) che deve entrare nel sensore e il tempo necessario (tempo di esposizione) che serve ad impressionarlo in quel dato tipo di supporto (ISO o tipo di pellicola) per ottenere un immagine che restituisca la corretta realtà. L’esposizione, definita in EV (Expsosure Value), è regolata dall’esposimetro interno della reflex digitale (esistono anche esposimetri esterni) e può essere regolato:

  • manualmente quando si lavora nel programma “M”.
  • regolato in automatico dalla macchina fotografica in modalità “P”.
  • semi-automatico nelle altre modalità “A” (Nikon) o “Av” (Canon) per la priorità di diaframmi e “S” (Nikon) o “Tv” (Canon) per la priorità di tempi.

Esposizione, scuola di fotografia, lezione di fotografiaFig.1

Abbiamo dunque capito che tre sono i fattori che influenzano l’esposizione e tutti quanti sono strettamente correlati tra loro (Fig.4):

  • Sensibilità ISO (più basso è il valore,ISO 100 ad esempio, meno luce verrà impressa; viceversa più alto sarà il valore, ISO 6400, maggiore sarà la luce che catturerà)
  • Tempi di scatti (scatti più rapidi, come ad esempio 1\1000, faranno immagazzinare meno luce; scatti più lenti, ad esempi 20″sec, permettono di catturare più luce)
  • Apertura diaframmi (all’aumentare dell’apertura, ad esempio ƒ1,4, entrerà più luce, ma diminuirà anche la profondità di campo; chiudendo il diaframma, ad esempio f/16, aumenterà la profondità di campo ma entrerà meno luce)

Come facciamo dunque a capire se l’esposizione dell’inquadratura che stiamo facendo per la nostra foto è corretta?  A seconda del modello e marca della macchina fotografica l’indicatore dell’esposimetro possiamo trovarlo:

  • all’interno del mirino (tutte le reflex): si attiva premendo il tasto di scatto a metà corsa e guardando all’interno del mirino dovrebbero accendersi dei valori che indicano vari dati, tra cui appunto l’esposimetro.

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  • nel display LCD, insieme a tutti gli altri dati di scatto e impostazioni.

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  • sul secondo display nella parte superiore del corpo macchina ( questa opzione non è presente su tutti i modelli di reflex).

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Bene a questo punto non ci resta che capire il suo funzionamento.

L’esposimetro indica, come dicevamo, la quantità di luce necessaria per esporre correttamente il soggetto ed è indicata da una barra con al centro uno “0” (che sta a significare il punto esatto della corretta esposizione) sulla sinistra una freccia che indica valori da -1 a scendere (sottoesposizione), sulla destra invece una freccia che indica valori da +1 a salire (sovraesposizione). Quindi se avremo la freccia che punta verso i valori positivi, la macchina ci sta indicando che la foto verrà troppo chiara, se invece punterà verso i valori negativi la foto risulterà scura. Questi valori sono indicati sul display con dei trattini, a seconda del modello di reflex, possono essere calcolati valori anche di 1/3 di stop come illustrato nell’immagine sottostante.

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Fig.2

Ottimo, ma adesso perché la macchina fotografica fa questi calcoli e mi indica questi valori? Perché come detto prima, sta eseguendo una lettura della luce presente sulla scena che stiamo inquadrando; la lettura della luce può avvenire in due modi:

  • di luce riflessa: come dice la parola, è la luce che il soggetto rimanda alla fotocamera
  • di luce incidente: che è quella che arriva direttamente sul soggetto (si misura con esposimetro esterno posto verso l’obiettivo)

Noi analizzeremo il primo caso, in quanto gli esposimetri interni delle reflex utilizzano questo metodo e possono farlo in 3 modi:

  1. lettura esposimetrica MATRIX
  2. lettura esposimetrica SEMI-SPOT o ponderata centrale
  3. lettura esposimetrica SPOT

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Lettura MATRIX:

Quando la tua reflex sarà impostata in questo modo, il sistema interno farà una lettura quasi intera della luce presente sull’area inquadrata, facendo una media e restituendo quindi dei valori per una corretta esposizione. Questi valori non sono assoluti in quanto, come ricordavamo prima, sono dettati dai quei tre fattori tempi, diaframmi, ISO che a secondo delle esigenze possono essere regolati in maniera diversa, ma questo lo vediamo più avanti.

Lettura SEMI-SPOT:

Quando imposterai questo sistema di esposizione, la tua reflex farà una lettura medio-ponderata, ossia leggerà sempre tutto il fotogramma ma darà più importanza nella fascia centrale (su alcuni modelli di reflex questo diametro è modificabile)

Lettura SPOT:

Quando invece avrai impostato questo sistema di esposizione, lo strumento farà una lettura solo nella parte centrale dell’inquadratura (o dove sarà selezionato il punto di messa a fuoco), porzione molto piccola e precisa e per questo motivo bisogna avere una certa pratica e consapevolezza per poterla utilizzare.

 

Per scegliere quale dei tre sistemi di lettura utilizzare adesso non possiamo starvi a spiegare tutti i casi esistenti al mondo, ma ci limiteremo a suggerirvi di utilizzare maggiormente il metodo MATRIX, specie se avete il sole alle spalle e quindi la scena davanti a voi è illuminata quasi tutta allo stesso modo senza forti contrasti; quando invece nell’inquadratura cominciano a presentarsi zone con maggior contrasto (forte zone di ombra o forti zone di luce), allora poi li starà al fotografo e alla sua esperienza scegliere la misurazione più adatta facendo più letture, magari in SPOT, nelle varie zone di ombra e di luce e poi fare calcoli e prendere decisioni sulla corretta esposizione. Compresi e assodati questi concetti vediamo

come regolare l’esposizione della nostra reflex attraverso i tre fattori tempi, diaframmi ed ISO.

Supponiamo di andare in montagna e trovarci davanti a questo paesaggio (Fig.3):

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Fig.3

ora impostiamo la macchina fotografica su P (vedi fig. 1) con lettura esposimetrica su MATRIX, questa ci restituirà dei valori in automatico, ad esempio: ISO 200, f/11, 1/500s; bene fin qui tutto facile, potresti anche scattare ed avere la tua foto bella e pronta, come fanno in molti, ma vanificheresti una delle cose che il fotografo ama fare di più, ossia scegliere manualmente la corretta esposizione! Allora adesso provate a impostare la modalità M (manuale), sempre con lettura esposimetrica su MATRIX e scattare senza impostare nulla; cosa succede? la foto risulta troppo scura o priva di dettagli? oppure troppo chiara, quasi bianca? Normalissimo, devi regolare quei tre fattori tempi, diaframmi e ISO di cui parlavamo poco fa.

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Tenendo conto che gli ISO in digitale rappresentano le vecchie pellicole ASA, dovremo per prima cosa impostarli in base alle condizioni di luce (si tende a tenerli sempre il più bassi possibile per evitare il rumore digitale o grana) presente sulla scena, essendo quella sopra (Fig. 3), una foto ripresa a metà giornata (sole alto quasi perpendicolare), andranno impostati gli ISO più bassi che la vostra reflex permette (di base dovrebbe essere 100 o 200); a questo punto guardando il display della reflex vedremo dei valori che ci indicano tempi di scatto, diaframma e l’esposimetro che ci segnala qualcosa; l’indicatore dell’esposimetro segnalerà dei valori positivi o negativi in base a come sono stati impostati i tempi e i diaframmi; essendo un paesaggio, suggeriamo di chiudere il diaframma per avere una maggiore profondità di campo (qui trovi una guida sulla profondità di campo) e quindi avere tutta la foto a fuoco, imposteremo f/11; adesso manca il “tempo”. Come sapere quale tempo scegliere per far si che la nostra foto sia correttamente esposta? guarderemo nel mirino o nel display esterno cosa ci indica il cursore dell’esposimetro: se sarà spostato verso il “+” vorrà dire che con quei dati, la foto verrà sovraesposta (molto chiara), di quanto? lo leggeremo in base alle tacchette (fig. 2) rappresentate su quella barra e si misurano in “STOP”. Nell’esempio qui sotto, si può notare come un valore di 1/60s, anziché 1/500s, porti a un eccessiva luminosità della foto:

SOVRAESPOSIZIOONE +3EV

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Dicevamo, quindi, se la barra risulta positiva, vuol dire che entra troppa luce e dovremo ruotare la ghiera dei tempi di 3 STOP, diminuendoli, per far si che l’otturatore rimanga aperto meno tempo ed impressioni meno luce; al contrario se l’indicatore sarà spostato verso la parte negativa, agiremo sempre sulla ghiera dei tempi aumentandoli, permettendo così all’otturatore di restare aperto più tempo e di immagazzinare la luce necessaria. Qui sotto un esempio dove il valore dei tempi era impostato su 1\2000, riducendo la luminosità generale di tutta l’immagine:

SOTTOESPOSIZIONE -2EV

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Sono valori assoluti questi che ci da l’esposimetro? assolutamente no, perché è possibile ottenere la stessa esposizione anche impostando ISO e diaframmi differenti, mantenendo fermo il tempo sullo stesso valore; Tenendo sempre in considerazione l’immagine del paesaggio montano qui sopra, potremmo impostare come tempi 1/1000s, lasciare gli ISO a 200 e aprire il diaframma per permettere di far entrare più luce, quella luce che non entra più dai tempi perché sono il doppio più veloci di prima (1/500s), regoleremo la ghiera del diaframma a f/8 (ossia 1 stop in meno), così facendo riporteremo la livella dell’esposimetro su “0”; agendo invece sugli ISO, avremmo dovuto impostare 1/1000s, f/11 e ISO 400.

Come dicevamo, ogni situazione di luce è diversa e non si ripete mai allo stesso modo, per questo il concetto dell’esposizione va approfondito per comprendere come utilizzare anche gli altri metodi di misurazione che vengono in soccorso del fotografo in situazioni di luce particolare, come i controluce o la fotografia notturna, ma questo lo vedremo nelle prossime lezioni.

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L'autore

Marco Carotenuto

Mi chiamo Marco. Ho 36 anni. Fotografo prima, art director poi, fremo per il non convenzionale. Ideare, ricreare, scomporre e immaginare nuovi punti da cui sbirciare il mondo sono il sale della mia vita. Divertirsi, prima di stupire e rendere partecipi, coinvolgere chi ci sta di fronte sono i pilastri di questa professione, impregnata di magia. Il trucco? Farlo in modo serio, proprio come fanno i bambini a capo di un gioco. Apertura mentale e sguardo curioso mi hanno accompagnato, scandendo il mio approccio alla fotografia e alla pubblicità. Sono un fotografo professionista che ha studiato alla scuola romana di fotografia; la mia passione principale è la fotografia di paesaggio e la natura nel suo essere. Ho ricevuto due riconoscimenti da parte di Nikon, con la pubblicazione sul libro annuale. Sono stato invitato a partecipare a più mostre fotografiche, tra cui Molise cinema e MArteLive.