Come utilizzare il filtro polarizzatore e quando è meglio farne a meno

Il filtro polarizzatore è una lente speciale che, se messa a una certa angolazione da una fonte di luce, riduce il passaggio di onde riflesse dall’acqua o da altre superfici. I più comuni sono di tipo circolare, facili da montare su quasi tutti gli obiettivi e con una ghiera per regolarli rapidamente.

Anche se abbassa di uno stop i parametri di esposizione, se ben usato un filtro polarizzatore può dare effetti sorprendenti, di molto superiori al miglior risultato ottenibile con software di post produzione.

filtro polarizzatore, come utilizzare il filtro polarizzatore

Come utilizzare il filtro polarizzatore

I filtri polarizzatori sono facili da usare. Una volta montati, filtrano la luce, permettendo il passaggio solo a quella proveniente da una certa angolazione. Se volete però approfondire il lato scientifico, vi suggeriamo una ricerca in rete, dove troverete ottimi contributi.
In parole semplici, un filtro polarizzatore circolare viene ruotato in modo che la luce con una certa lunghezza d’onda venga bloccata e non arrivi al sensore. Variabile fondamentale è l’inclinazione della lente rispetto alla fonte luminosa e il soggetto che si vuole fotografare: si usa la ghiera per regolare il filtro e ottenere così l’effetto desiderato.
E’ sempre bene ricordare che però non è la panacea per rimuovere ogni riflesso luminoso.

Il filtro polarizzatore è molto usato nelle fotografia dei paesaggi. In alcuni casi – e in alcuni ambienti – non servirsene può equivalere a una sorta di bestemmia. Indubbiamente resta uno strumento povero ma molto potente. Ci sono però anche casi in cui è preferibile non usarlo. Ma procediamo per gradi.

Quando utilizzare il filtro polarizzatore – alcune situazioni classiche

Il filtro polarizzatore è un ottimo strumento per eliminare un eccesso di foschia o umidità che si riverberano nell’atmosfera, ma è utilissimo anche per scatti che vogliono ridurre o eliminare i riflessi dei vetri. Inoltre aggiunge una tonalità di saturazione molto gradevole e una pulizia di toni altrimenti difficilmente ottenibile.

Vediamo però quando è preferibile non utilizzare il filtro polarizzatore:

Quando la luce riflessa sprigiona dei colori

Se un soggetto riflette una luce di un particolare colore che ci piace, allora usare il polarizzatore significa cancellarla dalla foto.

Quando vogliamo un effetto super bagnato

Anche quando le luci alte non hanno tonalità suggestive o particolari, un’immagine può venire meglio dandole un deciso tocco di effetto bagnato che questo filtro non produce.

Quando la luce è molto scarsa o l’area da fotografare è completamente all’ombra

In questi casi la luce è così scarsa che si perde ogni possibilità di effetto bagnato.

Negli scatti notturni

Quando si scatta in notturna, è molto probabile che vogliate che entri quanta più luce possibile nel vostro obiettivo. Un filtro polarizzatore in questi casi riduce la quantità di luce e vi s costringe a tempi di esposizione più lunghi o a valori ISO più alti

Quando volete riprendere i riflessi dell’acqua

A volte capita di volere la botte piena e la moglie ubriaca. Mettiamo il polarizzatore per lo scatto: i colori hanno una saturazione molto gradevole e i barbaglii sono quasi spariti ma rimpiangete che con essi mancano anche i riflessi dell’acqua.
La risposta migliore è fare due scatti “identici”, uno con e un altro senza filtro polarizzatore. Dopo fonderli con Photoshop o con un altro software non dovrebbe essere un’operazione molto complicata (vedi il tutorial).

Quando c’è un arcobaleno

Anche se non tutti sono d’accordo, dal punto di vista di un filtro polarizzatore un arcobaleno è luce riflessa e questo vuol dire che se avete il filtro montato sulla lente l’arcobaleno sparirà dalla vostra foto.

P.s. Ricordate, prima di acquistare il filtro polarizzatore, di controllore la misura del diametro dell’obbiettivo sul quale volete montare il filtro, non vorrete ritrovarvi di certo con un filtro di un’altra dimensione e quindi inutilizzabile 🙂

L'autore

Marco Carotenuto

Mi chiamo Marco. Ho 36 anni. Fotografo prima, art director poi, fremo per il non convenzionale. Ideare, ricreare, scomporre e immaginare nuovi punti da cui sbirciare il mondo sono il sale della mia vita. Divertirsi, prima di stupire e rendere partecipi, coinvolgere chi ci sta di fronte sono i pilastri di questa professione, impregnata di magia. Il trucco? Farlo in modo serio, proprio come fanno i bambini a capo di un gioco. Apertura mentale e sguardo curioso mi hanno accompagnato, scandendo il mio approccio alla fotografia e alla pubblicità. Sono un fotografo professionista che ha studiato alla scuola romana di fotografia; la mia passione principale è la fotografia di paesaggio e la natura nel suo essere. Ho ricevuto due riconoscimenti da parte di Nikon, con la pubblicazione sul libro annuale. Sono stato invitato a partecipare a più mostre fotografiche, tra cui Molise cinema e MArteLive.