Amare i selfie… da morire! Più di 260 decessi dal 2011

È più facile essere attaccati e uccisi da uno squalo o morire per un… selfie?

A quanto pare un recente report, finito sulle pagine di tutti i giornali, ha evidenziato che i tanto amati selfie causano più morti rispetto agli attacchi di squali. Da questo nuovo studio sono emersi fatti e cifre davvero sorprendenti: almeno 259 persone hanno perso la vita mentre tentavano di fotografarsi con il loro smartphone dal 2011.

I ricercatori di All India Institute of Medical Sciences hanno condotto un’indagine approfondita sui notiziari, in lingua inglese, sui decessi correlati ai selfie tra il mese di ottobre 2011 ed il mese di novembre 2017. In tutto sono stati riscontrati 259 morti in 137 diversi incidenti in tutto il mondo.

Di questi “selficidi”, come li chiamano i ricercatori, il 72,5% di loro erano uomini e il 27,5% erano donne. L’età media è di circa 23 anni. Il 50% delle vittime aveva 20-29 anni e il 36% aveva, pensate, 10-19 anni.

I comportamenti rischiosi hanno rappresentato una causa di morte tre volte maggiore negli uomini rispetto ai comportamenti classificabili come non pericolosi. Per le donne, d’altra parte, i comportamenti non a rischio hanno causato più decessi rispetto ai comportamenti non rischiosi.

Le principali cause di morte, come evidenziato nel grafico sottostante, risultano essere, in ordine, annegamento, incidenti con mezzi di trasporto e cadute.

La conclusione raggiunta dai ricercatori è stata che i governi dovrebbero delimitare delle zone “no selfie” in luoghi turistici pericolosi (ad esempio punti panoramici molto alti o troppo vicini a corsi d’acqua, laghi o mare) al fine di ridurre le morti legate ai selfie.

Seflie mortali

“Ci sono state alcune misure adottate per ridurre i decessi da selfie, come la dichiarazione di alcune aree come “no selfie zones”,” scrivono i ricercatori.

“A Mumbai, 16 aree sono state dichiarate come ” no selfie zone”. In Indonesia, i funzionari amministrativi stanno preparando un luogo sicuro per selfie per stranieri e turisti sul Monte Merapi prendendo in considerazione il tasso di rischio di morte da selfie. In Russia ci sono tabelloni e slogan che dissuaduono a scattare selfie in particolari condizioni rischiose che potrebbero mettere in serio pericolo di vita”.

Seflie mortali

“Gli individui devono essere educati su certi comportamenti a rischio e su luoghi rischiosi in cui i selfie non dovrebbero essere scattati”, concludono i ricercatori.

Certo, fa quasi sorridere l’idea di vietare un autoscatto piuttosto che far crescere la consapevolezza sulla pericolosità di tanti luoghi che diventano mete turistiche, spesso organizzate da operatori senza scrupoli, senza tener conto di eventuali difficoltà o pericolosità riscontrabili.

Il selfie è una moda che coinvolge tutti ma stare a -5° in felpa, camminare sul ghiaccio con dei mocassini da ufficio, attraversare scogliere senza sapere di una marea di 9 metri, aprire un ombrello con 60km/h di vento, camminare su spiagge con onde di 5 metri, avviarsi in trekking avventurosi in jeans e sneakers, sono comportamenti ben più pericolosi e preoccupanti.

Il selfie, spesso, è solo l’epilogo di un qualcosa che già comincia male di suo.

L'autore

Michele Ricci

Inizia a 5 anni scattando di nascosto con la Nikon F2 di suo padre mostrando, da subito, di amare la fotografia più di ogni altra cosa. Osservatore curioso, viaggiatore incallito, camminatore infaticabile, cultore e divulgatore della materia, si divide tra fotografia di paesaggio, fine art, ritrattistica e street photography collaborando a svariati progetti professionali senza mai smettere di nutrire la propria passione personale.